Cialtronia vice-campione

Due parole sull'Europeo

Ave villici!

Eccoci ad una specie di “speciale” post-Europeo, conclusosi ieri sera con la vittoria dell’Olanda per 6-5 contro i nostri azzurri.

Leviamoci subito le cose d’obbligo: complimenti ai ragazzi e allo staff, riportare una medaglia a casa non era affatto scontato (prima e a metà torneo), essersi giocati fino all’ultimo strike la possibilità di vincere addirittura l’oro è sicuramente un bel risultato. Quindi tanto di cappello.

Questo detto, provo a unire un attimo i tanti puntini che questa settimana del Campionato Europeo ha messo in risalto, vediamo a cosa ci portano, o almeno a cosa hanno portato me. Discorso generale: formula orribile, francamente. Non ho nemmeno idea di quale formula augurarsi per il futuro, ma francamente questa non mi pare sia nel complesso positiva: le formazioni che hanno terminato all’ultimo e penultimo posto hanno chiuso il torneo con solo 4 partite giocate. Fedele al dogma “giocare più partite di alto livello per migliorare”, mi auguro si trovi una formula nel futuro che permetta anche alle formazioni di seconda fascia di disputare almeno 6-7 partite nella settimana di gare, permettendo meno partite 18-0, 16-2 che alla fin fine non so che senso possano avere da ambo le parti.

Numerini di squadra, prendo in considerazione solo la “fase finale”, le partite con Grecia, Lituania e Svizzera contavano quel che contavano, siamo seri: nella fase finale il nostro lineup è quello che ha battuto più valide (50, ben 18 di più della più diretta inseguitrice delle semifinaliste) e siamo primi per distacco anche in AVG di squadra. Delle prime 4 siamo primi anche per punti segnati (a pari merito con la Spagna), mentre siamo terzi in SLG e secondi in OBP. Siamo ovviamente primi nei bunt - manco a dirlo – e siamo quelli che hanno provato meno rubate in tutto il torneo, solo 2 (entrambe andate a buon fine). Sintetizzando “a macinato grosso”: spesso non abbiamo capitalizzato il tanto che abbiamo costruito, come anche la finale ci ha mostrato, con le due clamorose occasioni non sfruttate.

Sul monte invece qualche nota negativa in più, paradossalmente: siamo risultati i migliori tra le semifinaliste in OBAVG e secondi in ERA, ma i nostri pitcher sono i peggiori delle prime 4 in BB, WP ed HBP. Il che, sommando il terzo peggior dato in HR e doppi concessi, non crea un mix proprio idilliaco: quasi viene da ipotizzare che i problemi ce li siamo creati da soli. Questo per quel che possono valere i numeri di 4 partite, ma di questo si deve parlare su un torneo di 4 partite “vere”.

Non benissimo anche i dati difensivi: con 6 errori in 4 partite siamo i terzi peggiori di tutto il torneo e la peggiore delle semifinaliste. 

Chiusa la pagina dei freddi, incontestabili ed insensibili numeri, passiamo ad altro.

Spettatori: inutile fare il raffronto con il gruppo Olandese, che ha fatto segnare il tutto esaurito per tutte le partite degli Orange (e numeri importanti anche per le altre gare), anche il raffronto con il gruppo belga fa venire la depressione per lo stato di disinteresse per il nostro sport e la nostra nazionale. Per la partita tra la nostra bestia nera Austria e Belgio, alle 14:30, a referto sono finiti 715 spettatori. Le tre partite dell’Italia, a Novara, hanno messo a referto 250, 200 e 110 spettatori, che con un complesso algoritmo possiamo sommare a 560. Disastro totale, pur per quante attenuanti si possano e si debbano trovare: il girone francamente imbarazzante, il poco preavviso per la nuova sede, gli orari non proprio favorevoli e tutto quel che si vuole, ma che 3 (TRE) partite della nostra Nazionale sommate non portino nemmeno lo stesso numero di spettatori di Belgio-Austria è veramente agghiacciante. Anche sui media, nonostante la cavalcata in crescendo, non mi è parso che, fuori dal nostro mondo, ci sia stata particolare attenzione per la spedizione azzurra, ma tra cazzi miei e Mondiale di Ciclismo (cuoricino Pogacar cuoricino) magari non sono stato molto attento. Io confermo la mia visione sulla vicenda: prima di sragionare in maniera ossessiva di attrarre nuovi fans, cerchiamo di sforzarci nel riportare prima sulle tribune i tanti, troppi, che ci hanno sfanculato nel corso degli anni, tanto da creare questo desolante deserto. Attrarre una nuova base è senza dubbio più difficile che riconquistare chi ci già ci conosce e sa le dinamiche di questo strambo giochino.

Parliamo un po’ di baseball giocato: tralasciando le prime due partite contro Svizzera e Lituania (retrocessa in Poule B per la prossima edizione), abbiamo vinto anche la terza contro la Grecia (che finirà il proprio Europeo 13° e che riuscirà a vincere due partite solo contro la Lituania), anche se con qualche sudorino di troppo, visto che abbiamo iniziato il terzo dei 7 attacchi sotto 4-1. Passati alla fase ad eliminazione diretta, altro che sudorini freddi con la Francia: partita che pareggiamo solo una volta sceso il partente “transalpino di rientro”, che ci tiene a zero per 5 riprese. Prendiamo il largo sui rilievi francesi, che in 4 riprese tra valide, basi e colpiti permettono al nostro lineup di segnare 6 punti e di passare il turno.

Una veloce chiosa sulla formula del torneo grazie proprio a questo episodio: si stavano scontrando la Francia e l’Italia. La Francia arrivava alla partita contro di noi dopo aver perso tutte e tre le sue partite (Israele, Olanda e Gran Bretagna), noi ci presentavamo forti di 3 vittorie (ok, contro nessuno, ma non è questo il punto): nel caso avessimo perso ci saremmo ritrovati a giocare anche in questa edizione per le posizioni tra il 9° ed il 12° posto. Uno spettro che fino al 6° inning era peraltro ben più che una ipotesi remota, roba da far tremare i polsi pensare che la Francia potesse inserire un altro/altri “transalpino di rientro” per chiuderci la saracinesca e condannarci nuovamente all’inferno del gironcino di magrissima consolazione. Forse in quel caso ci saremmo trovati a sbavare contro gli oriundi degli altri, in uno di quei meravigliosi cortocircuiti che solo questo sport in questo Paese sa regalarci. Francia che per giunta chiuderà la manifestazione con altre due sconfitte (Austria e Svizzera), terminando il torneo con un record di 0-6 e che di fatto ha fatto registrare la quasi totalità degli inning in cui ha condotto una partita nel punteggio contro di noi.

In ogni caso dopo due prove non brillantissime, seppur vittoriose, la nostra Nazionale si trova di fronte Germania e Repubblica Ceca. Chissà in cuor proprio quanti avrebbero onestamente scommesso fino al raggiungimento della finale, dopo la partita con la Francia. Eppure l’Italia sembra cambiare passo e infila una bella vittoria contro la Germania, grazie ad una bellissima prestazione di Quattrini sul monte. In semifinale contro la Repubblica Ceca altra vittoria esaltante, ce la complichiamo un po’tra rilievi e difesa ma onestamente il risultato più giusto per quanto visto non poteva essere che la vittoria azzurra.

La finale di Sabato contro gli eterni rivali Olandesi, che mancava dall’edizione 2019, ci vede sul monte con Bocchi, che aveva lanciato 4 inning contro la Francia solo Mercoledì pomeriggio. Sulla carta sembra davvero un’impresa improba: gli orange schierano diversi ex MLB e qualche nome noto del campionato italiano. Eppure, nonostante si vada subito sotto 2-0, si riesce a stare in partita, anzi al secondo si può recriminare anche: dopo il solohomer del 2-1 di Lasaracina ci troviamo a basi cariche e zero fuori, ma non riusciamo a trovare la maniera di segnare nemmeno il punto della parità. Pareggio che troviamo al 4° (dove si registra un tentativo di bunt che mi lascia assai interdetto sia come strategia che come esecuzione, ma sta roba del bunt è una cosa tutta mia, non fateci caso): Angioi batte la valida del 2-2 e torniamo a respirare. Pareggio che resiste letteralmente solo pochi lanci, dato che il solohomer di Schoop riporta gli Orange avanti. Il disastroso rilievo di Fandino Hidalgo ed una difesa non proprio impeccabile – o l’ho vista male io? - di Gonzalez sul doppio di Tromp (il terrore dei lanciatori!) fruttano 3 punti agli Orange, che si portano sul 5-2 a fine 4°. Sembriamo accusare il colpo, 3 out veloci nel nostro 5° attacco, poi nel successivo turno degli Orange dopo l’out su Schoop viene commesso un clamoroso errore su un facile pop da Guevara Ducato che porta un corridore in seconda. Un lancio pazzo/palla mancata (non so come sia stata classificata) porta il corridore in terza, che segna su un SF non profondissimo di nuovo su Guevara Ducato, che non riesce a fare l’out a casa: 6-2 Olanda ed il timore che gli Orange abbiano spezzato la partita ed il nostro morale. Invece al nostro immediato attacco mettiamo in fila 5 valide, inframezzate solamente dal K di Fabrizio, che ci permettono di segnare 3 punti e rientrare immediatamente in partita: 6-5 e ancora qualche inning per sperare. Palumbo si complica la vita da solo a suon di ball, entra Sireus e ottiene il terzo out. Al 7° attacco perdiamo definitivamente la partita: ci troviamo nuovamente con le basi cariche e zero fuori, ma anche stavolta non riusciamo a segnare il pareggio. Ultima speranza al 9° quando con due eliminati riusciamo a portare il punto del pareggio in prima, ma la partita si chiude con l’ennesimo titolo olandese.

Una buona Italia, tutto sommato un bel torneo, con anche diversi singoli che si portano a casa dei premi individuali. L’Italia non ha mai sfigurato, anzi tutto sommato chiude la finale anche con diversi proverbiali “se” e “ma”, quindi un torneo da archiviare più che positivamente, fosse solo per aver ridato un’anima ad una Nazionale che arrivava da un risultato deprimente e che correva il rischio di avvitarsi su se stessa, che a prescindere dal piazzamento credo fosse il rischio maggiore della spedizione.

Restiamo con i piedi per terra comunque e, soprattutto, non facciamo finta di non vedere la realtà per 25 medaglie di argento da riportare nei sacri confini: se il torneo ha messo in mostra un monte di lancio italiano ancora importante per il livello europeo e che può dire la sua per qualche anno (quindi, se la logica ha ancora un valore, tutti i discorsi sulla gravità della chiusura dell’Accademia di Tirrenia decadono per i risultati di 4 partite, no?) non si può fare a meno di notare che nelle gare ad eliminazione diretta - Francia, Germania, Cekia ed Olanda - il nostro lineup non ha mai superato i 4/9 dei battitori “autoctoni” (5, se ci consideriamo Batista che a quanto so ha fatto le giovanili da noi, quindi si può a tutti gli effetti considerare davvero “nostro”): abbiamo rispettato la quota AFI, ma insomma si può far meglio. Che poi, come al solito, ci gira anche male: l’Olanda ha scavato il gap che alla fine della partita si è rivelato decisivo su un rilievo francamente pessimo di Fandino Hidalgo ed il punto di differenza finale è nato da un errore di Guevara Ducato. Casualità, sicuramente, però questo il campo ha detto. 

Disclaimer d’obbligo, per evitare la shitstorm: questo non significa che si debba bruciare il documento ai due atleti sopracitati e rimpatriarli con onta&disonore. Immagino abbiano fatto del loro meglio, con il massimo dell’impegno, che l’errore fa parte del gioco e tutto quel che si vuole, ma visto che giocano al posto dei nostri per “alzare il livello”, facciamolo presente.

E non si può non notare nemmeno che Agretti, uno dei migliori battitori del campionato, ha chiuso il torneo con sole 4 AB e non si hanno notizie di infortuni che ne hanno pregiudicato un maggiore utilizzo. Sono rimasti a casa dei giocatori importanti, sia per il qui ed ora che in prospettiva (Celli? Benelli? Fate voi i nomi, ognuno avrà i suoi), ma se questo alla fin fine fa parte del gioco in una Nazione che ha circa 60 milioni di commissari tecnici delle varie Nazionali dei vari sport, quel che resta è la politica: la norma che equipara i passaportati agli italiani, dichiarata emergenziale per il 2025 pare saldamente confermata anche per il 2026 (vedete voi quanto possa incidere sullo sviluppo di eventuali talenti), lo status di AFI concesso a qualsiasi 38enne bollito in automatico e per il prossimo WBC già si sbava per i Pasquantino e Caglianone di turno. Allora che succederà al “gruppo che cambierà la storia del baseball italiano”, come ci ha detto Cervelli dopo la semifinale? Salterà un turno, come al gioco dell’oca?

A me questo Europeo sembrava una buona opportunità per dare finalmente spazio ad una Nazionale davvero specchio del nostro movimento, un progetto che davvero potesse essere l’inizio di un percorso senza innesti tesi a falsare la rappresentazione del nostro livello. “Se non ora quando”, diceva qualcuno: con un girone al limite dell’imbarazzante, con un tabellone che era facilmente pronosticabile almeno nel primo turno ad eliminazione diretta (che era il vero obiettivo per poter dire “abbiamo fatto meglio di Marcon!”). Ed invece si è scelto diversamente. Capisco, senza alcuna ironia, la necessità di un piazzamento di prestigio per risvegliare un po’ un ambiente depresso e anche la voglia di un risultato importante per mostrare che che il nuovo CF è quello della tanto attesa svolta, mentre meno capisco altri discorsi: visibilità (ma dove, che noi aficionados per primi abbiamo intasato i commenti social per sapere dove vedere le partite?), ritorno economico (se il WBC, con tutto quel che muove, al secondo turno ci porta in dote 320.000 euro da smezzare con i giocatori immaginatevi l’Europeo WBSC che ritorni porti) e tutto il resto dei discorsi triti e ritriti a mio modesto avviso lasciano un po’ il tempo che trovano.

A monte di tutto questo, seriamente: ma quando ci passa con Marcon e Piazza? No, mica per altro, ma possibile che si stia a fare le guerre di religione per decidere, dopo un anno dal nuovo CF e nuovo Manager della Nazionale, se era colpa di X o è merito di Y, o che ancora si trovi anche solo il coraggio (noi!) di prendere per il culo Mike Piazza per il 9° posto all’Europeo 2023? Il tutto, per non farci mancare la rituale dose di pecoreccio, mentre al Citi Field di New York 42.000 persone accolgono a gloria l’ex catcher, si legge Cesidio Busdraghetti da Staranzano (nome e località casuali) che su FB prende per il culo Mike Piazza. A me ogni volta sembra di sognare, devo essere sincero. Però anche questo è un problema tutto mio, lasciamo perdere.

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