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Ave villici!

Si è conclusa una nuova settimana nel regno di Cialtronia, settimana abbastanza fiacca, ma con un po’di buona volontà ce la faremo anche a sto giro a buttare giù qualcosa. Certo che è sempre più dura stare dietro all'attualità dell'agonizzante basegoal italiano, forse il punto settimanale non è il format giusto. Andrà studiato qualcosa.

Partiamo con la finale del Campionato Europeo U12, come era anche forse prevedibile i nostri ragazzi vengono macellati dalla Repubblica Ceca, squadra che ha dimostrato nell’arco dell’intero torneo di essere di un’altra categoria rispetto a tutte le altri concorrenti. Basti pensare che nelle 5 partite (tutte vinte) hanno segnato almeno 12 punti in ogni gara, concedendone 10 in totale (e 6 solo nella sfida contro l’Ucraina). Insomma i nostri ragazzi pare proprio che siano stati i primi degli umani. Tra qualche giorno inizierà anche il Campionato Europeo per i nostri U15, in bocca al lupo ai nostri ragazzi. Siamo il Paese ospitante e speriamo di ben figurare anche in questa manifestazione.

Nei giorni successivi al torneo degli U12 si è potuta leggere su BotR – che in settimana ha fatto sicuramente la parte del leone - un’intervista al Manager Burato che ha analizzato il torneo, anche se onestamente la lettura migliore della settimana mi è parsa l’intervista al pitching coach degli azzurrini Alessandro Rosa Colombo, focalizzata sullo scarso utilizzo di off-speed da parte dei nostri lanciatori e altri aspetti. Una lettura piacevole, alla quale risponde Rolando Cretis offrendo altri interessanti spunti di riflessione: una rarità nel nostro ambiente, visto che in un anno e mezzo è la prima volta che leggo qualcosa del genere in italiano.

Su questo punto mi parrebbe saggio che si lavorasse in maniera intensiva: la difficoltà di trovare nozioni tecniche (o anche solo qualcosa che stimoli “un qualcosa in più”, in qualsiasi campo) è deprimente. Ma fosse solo il problema inerente la tecnica o l’insegnamento delle stessa tirerebbe anche via, alla fin fine. Mi pare che il disastro, su questo punto, sia totale: in occasione del decennale della scomparsa di Giulio Glorioso, per curiosità, ho chiesto ad un po'di ragazzi della mia formazione se sapessero chi fosse e ho ricevuto in risposta solo sguardi perplessi e imbarazzati. Temo che il problema, in molti casi, si sarebbe posto anche se il nome citato fosse stato un Roy Campanella o, per rimanere nei sacri confini, un Elio Gambuti, toh. Un ambiente che vive all’insaputa di se stesso non credo che possa sperare di godere di ottima salute, almeno per come la vedo io.

Che altro è successo? Ah si, ha tenuto banco sui social una nuova polemica inerente la mancata designazione degli arbitri. Pare che oltre al caso segnalato la scorsa settimana si sia verificato anche un altro episodio, tra Collecchio e Crocetta, anche se la perla pare sia stata quella verificatasi a Rho, dove è successo un po’ di tutto tra nubifragi, aerei dirottati, arbitri di zona precettati all’ultimo minuto per una soluzione d’emergenza e tutto quello che fa risplendere in eterno il nome di Cialtronia, l’unico luogo dove i meme diventano realtà. Mi dicono di raffiche di dimissioni tra gli umpire, non ho ben capito nemmeno il perché, ma anche queste sono voci di corridoio e gli diamo il peso che possono meritare.

Segnalo poi una chicca minore: durante la trasmissione di GrossetoSport si apprende dalla viva voce del Reponsabile Marketing (ma non c’è un presidente nel BBC?) che Garbella, quello che tutti aspettavano come salvatore della Patria, era fermo ai box dallo scorso anno: insomma tutto fa per essere 9, anche inattivi. Non che sia una novità, ma insomma non benissimo per il campionato Elitè Golden Power BlueChips che dovrebbe far da traino a tutto il movimento con il famoso “livello”. News sul reclutamento che fa il paio con quella di inizio stagione, inerente l’ingaggio del buon Zalm (rimandato a casa alla svelta, consigliato dal recentemente tagliato Tomjansen), che ci permette di farci un’idea più precisa sul contesto, nel caso foste degli ingenuotti come il sottoscritto che si immaginava chissà come la fase di costruzione del roster. Siamo al “Senti un po’se c’ha un’amica single” dei tempi delle superiori e degli appetiti più grossolani. E chissà quante altre realtà operano così, il problema mica è il fu Jolly Roger.

Rimanendo in casa BBC si è appreso, finalmente, perché lo Jannella è rimasto l’unico campo ancora senza la pur sgangherata diretta YT: pare che la la colpa di tutto sia “una scheda video del router” rotta, ma i tecnici non sono mai andati a sistemarla e quindi niente dirette, almeno per il momento. 

Il campo intanto ci offre i primi verdetti: Parma primo e San Marino secondo, il resto sarà deciso all’ultimo turno. Pathos vero a Cialtronia, altro che discorsi. Inizia quindi a prendere forma anche il tabellone della post-season, con Parma che sfiderà (al meglio delle 3) la seconda classificata del Girone E, che pare essere il Bologna Athletics, mentre San Marino se la vedrà con la seconda del Girone B, ovvero Milano. Sicuro anche l’ultimo posto del Reggio Emilia, che quindi è certa di trovare agli Ottavi di Finale la prima classificata del Girone D (Crocetta), mentre le altre posizioni sono ancora tutte da decidere. Chissà se ci saranno sorprese, anche se sembra lecito dubitarne e tutte le formazioni dell’A1 partono col favore del pronostico (imbottite come sono di stranieri, oriundi, comunitari e chi più ne ha più ne metta vorrei anche vedere fosse il contrario): una esclusione eccellente sarebbe clamorosa perché solo l’accesso ai Quarti di Finale garantirà di diritto la partecipazione alla Super Serie A del 2026.

Ancora nulla è dato leggere per i verbali post Marzo 2025 (siamo a metà Luglio, cosi per ridere), data nella quale una cappa di censura bulgara è scesa su Cialtronia. Eccola qua, la Federazione Trasparente tanto sbandierata quando era facile dirlo/scriverlo. E’ un peccato non sapere che c’è in cottura, le mosse e le strategie che muovono la nostra Federazione. Un esempio, tra i tanti: l’Accademia, che fine ha fatto? Non vi pare uno strano modo di comunicare? A me sembra tanto il volersi sollevare da terra tirandosi forte forte i lacci delle scarpe, ma può anche darsi che sbagli la visione io. E’ anche vero che per uno sport carbonaro va benissimo anche questa comunicazione carbonara, va detto.

Tra i documenti leggibili, reputo molto interessante l’ultima delibera del Giudice Sportivo, la riporto nei passaggi più succulenti:

Il Giudice Sportivo Nazionale, preso atto del referto arbitrale in cui viene segnalato che le squadre indossavano uniformi molto simili, ambedue con pantaloni bianchi, il San Marino, squadra ospite, con casacca blu - rosso, mentre il Reggio Emilia, società di casa, nero rosso; verificato che dalle scelte comunicate il San Marino, per le partite in trasferta, risulta aver opzionato la casacca rosso/navy, corrispondente a quella effettivamente indossata; il Reggio Emilia ha invece comunicato per le gare casalinghe la casacca bianco rossa, pertanto decisamente diversa da quella indossata nella gara in questione (…….) Ritenuto che nel caso di specie la casacca con colore dominante nero usata dal Reggio Emilia, che peraltro non risulta essere stata mai comunicata, e che non è prevista nemmeno per le gare in trasferta, abbia effettivamente provocato difficoltà nella corretta individuazione delle appartenenze dei giocatori all'una piuttosto che all'altra squadra, anche tenendo conto del fatto che si giocava con luce artificiale. Tutto ciò premesso si ritiene di dover applicare alla società Reggio Emilia la sanzione prevista dalle tasse e ammende federali per l'anno corrente, pari ad euro 250.
 

Pur con tutta la buona volontà non riesco a trovare altro su cui scrivere questa settimana: pensare che all'ultima settimana di campionato si sia a questi livelli di "nullismo cosmico" (cit.) a mio avviso è un campanello di allarme che non andrebbe ignorato. Se all'atto conclusivo della stagione regolare, proprio prima del momento clou (i playoff), si fa fatica a trovare anche solo qualche spunto per scrivere 2 righe forse due domandine sarebbe il caso di farsele.

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