Il Mondiale IBAF 1998
Amarcord della Coppa del Mondo 1998
E’ da un po’ che mi frulla in testa di scrivere del Mondiale del 1998. Anzi, a dirla tutta all’inizio volevo scrivere della famosa Italia-Australia, un po’ perché è stata la mia prima vera “grande” partita vista dal vivo, un po’ perché quella partita è entrata nella storia del nostro sport, un po’ perché mi pare una lacuna grave che non si sappia parlare nemmeno del bello che c’è nel nostro mondo, che ormai è più facile vada sui giornali o in TV per qualche scandalo vario che per un qualcosa di rimarchevole in senso positivo.
Dal parlare della singola partita mi sono detto che forse era più giusto parlare di tutto il Mondiale, mischiando quel che mi ricordo io (sebbene 13enne all’epoca dei fatti, quella stagione è la prima che mi ricordo nitidamente) e infine sono giunto alla decisione di parlare di tutto quel pazzo pazzo 1998. E tutto questo gratis, pensate un po'!
Insomma, la prenderò molto larga: mi serve anche per evitare di stare troppo dietro alla miseria dei giorni nostri, quando anche a voler scrivere di qualcosa si fa a fatica a trovare gli spunti.
Partiamo dalla stagione del Campionato Italiano di quel 1998, per vedere al meglio come si arriverà a quella rassegna iridata, organizzata dalla defunta IBAF, la vecchia federazione mondiale.
Nel campionato italiano del 1998 si gioca ancora con le mazze di alluminio, si giocano 3 gare a weekend ed una partita è dedicata al lanciatore Under, una norma che la FIBS aveva inserito qualche stagione prima (1995 mi pare?). Le squadre sono in grandissima parte formate da giocatori nati e cresciuti nel vivaio, ma i trasferimenti interni sono merce non così rara (i fiorentini Parri e Duimovich sono uno a Parma e l'altro a Rimini, il grossetano Vecchi è a Rimini, Casolari e Illuminati a Caserta e via e via). Già, perché ancora non si è riscoperta la moda dell’oriundo e tutte le formazioni hanno un pitcher straniero e due import nel lineup, il resto è tutto autoctono, al massimo si pesca il meglio da qualche zona limitrofa. Che parvenu, che eravamo.
Sono gli anni dei duelli tra il Danesi Nettuno ed il CariParma, questa sfida è stata infatti la finale dei 4 campionati precedenti (3 vittorie ducali ed una laziale) e lo sarà anche della Coppa dei Campioni del 1999, torneo nel quale nel decennio 1990-1999 metteremo a segno ben 6 vittorie, con una finale tutta italiana a salutare il Millennio.
Per la stagione 1998 sembra accreditato di qualche possibilità di vittoria anche il Rimini, che come dicevamo aveva fatto spesa un po’ in tutta Italia, mentre il 4° spot per i playoff sarà presumibilmente una sfida fino all’ultimo lancio tra Grosseto e Caserta. I maremmani cercano faticosamente di risalire la china dopo anni non proprio brillantissimi, Caserta (se non erro col notaio Musto) ha messo in piedi una formazione competitiva acquistando un po' da tutte le altre realtà. Bologna intanto è alle prese con la propria ricostruzione: è infatti insolitamente impegnata a vestire i panni della neopromossa, dopo la stagione 1997 passata in A2.
La stagione farà registrare una bella lotta al vertice, la classifica finale della stagione regolare vedrà appaiati in testa Nettuno e Grosseto a pari merito, con una partita di vantaggio sul Rimini e 3 sul Parma, mentre il Caserta chiuderà con 6 partite di ritardo dalle battistrada e sarà costretta a guardare i playoff da spettatrice.
Che campionato fu, quello del 1998? Come ho detto io ho i miei primi ricordi baseballistici fermi, sicuri, proprio di quell’annata, l’entusiasmo dei 13 anni e chissà cos’altro, ma ho chiaro in mente l’entusiasmo e la bramosia dell’aspettare il venerdì per ritrovarsi con qualche amico e qualche compagno di squadra allo Jannella per “vedere la partita dell’americano”. O magari, in occasione di qualche grande sfida, bissare l’esperienza anche il sabato sera, proprio per strafare. Il pubblico all'epoca era abbastanza numeroso, non era impossibile raggiungere le 4 cifre nel conto degli spettatori, anche la partita del pomeriggio, sebbene nettamente meno appetibile come spettacolo, non era giocata di fronte a spalti vuoti.
Ovviamente i miei ricordi sono legati per forza di cosa a Grosseto, dove vivemmo la strana stagione dei nostri pitcher stranieri: partimmo con tal Salazar che ben presto salutò la compagnia a seguito di 3-4 uscite non proprio felici, il Manager Lunar quindi divenne anche giocatore, permettendo ai maremmani almeno di potersi presentare il venerdì senza partire battuti in partenza. Di quell’anno mi ricordo molto bene del prima base ex Major Quintana, partito assai in sordina (tanto da meritarsi il soprannome di “Quintale” dal sempre sobrio e austero pubblico maremmano), ma che chiuse l’annata con 18 homer e la prestazione da record di Modena, quando chiuse con 4 homer nella stessa gara. Quell’anno si registrarono anche due ingaggi a stagione in corso, sempre in casa BBC: per primo giunse l’esterno Tony Ross Maddi (giocatore che fu “acquistato” via internet) poi Jairo Ramos Gizzi che, giunto come hitting coach di Lunar, fu tesserato come giocatore in virtù della discendenza italiana, al pari dello stesso Tony Ross Maddi. In un campionato dove oltre agli stranieri propriamente detti facevano “scalpore” i naturalizzati di lungo corso Newman e Sheldon, questa politica innovativa fu accolta con favore, dando di nuovo il là ad una simpatica usanza che di lì a breve dilagherà di nuovo.
Dicevamo del campionato: sembra di parlare di un’epoca lontana, tra mazze di alluminio e partite dell’Under, alla fine della stagione si hanno numeri che adesso fanno impallidire. Basti pensare che Rimini fu la migliore in ERA di squadra con 4.72, mentre le altre che si giocarono la post season oscillavano dal 5.43 del Nettuno al 6.05 del Grosseto. Per dovere di cronaca la peggiore in questa speciale classifica fu Bologna, con 7.79. Ma qualsiasi numero si guardi pare di parlare di un baseball davvero di un’epoca lontana, cito numeri in maniera casuale, tra i tanti che mi hanno colpito: Nettuno riuscì a battere 155 doppi in 60 partite, Grosseto mise a referto 80 HR e 127 rubate in 52, mentre Milano commise 116 errori in 48 incontri. Per quanto riguarda i singoli invece si nota come i battitori vivessero in una specie di epoca d’oro: non sono rari coloro che ebbero un numero impressionante di valide. Qualcuno, in una regular di 48 partite, sfiorò le 100 battute valide e gli homer erano (per forza di cose) assai più numerosi di adesso. Proprio un altro sport, poco da dire.
Le semifinali furono quindi Grosseto-Rimini e Nettuno-Parma. La semifinale tra Rimini e Grosseto la ricordo per svariati “momenti di formazione”, se così vogliamo chiamarli: se non erro in Gara 1 furono commessi 4 errori consecutivi dalla difesa maremmana, che permisero ai riminesi di mettere a segno un big-inning, mentre fu dura sentire per radio il fuoricampo di Evangelisti su Ginanneschi al 9° che chiuse a favore dei Pirati Gara 3, portando la squadra di Mike Romano sul 3-0 nella serie. Non meno epiche furono Gara 4 (quando Grosseto riuscì a trovare la forza di rimettere in carreggiata una partita che sembrava persa al 6°) e soprattutto Gara5, con i due HR negli ultimi inning di Stefano Cappuccini, un Torri portato allo sfinimento, una chiamata di balk agli extra-inning su De Santis che fece esplodere lo stadio e letteralmente impazzire il Manager Lunar, che gettò due volte le palle del BP in campo e rimediò una squalifica monstre per la stagione successiva.
Nell’altra semifinale Nettuno invece la spuntò solo alla settima contro Parma, rinnovando l’epica della sfida classica dei ‘90 del baseball tricolore. La finale vide trionfare i laziali su Rimini per 4-1, portando nuovamente lo scudetto in riva al Tirreno. Nettuno in quel 1998 vinse anche la Coppa Italia, battendo in finale a domicilio proprio Grosseto.
A circa metà della stagione, invece, si svolsero i Mondiali IBAF, i primi in cui fu consentito avere a roster i professionisti. A conti fatti Cuba ebbe la vita un po’ più difficile rispetto al solito, ma vinse comunque il suo solito oro. Tuttavia, quasi 30 anni dopo, si può dire che qualche buon giocatore fu portato: basti pensare che, scorrendo nei vari roster, si possono notare nomi che ebbero una bella carriera in MLB (Kim della Korea, Padilla del Nicaragua, Uehara del Giappone etc etc), oltre che la generazione dei fenomeni cubani, sebbene ormai agli ultimi squilli.
La Nazionale Italiana, guidata da Ambrosioni, laureatasi l’anno prima Campione d’Europa, si presentò all’evento con questo roster:


Chiedo scusa per la grafica circassa, ma questo maledetto sito questo permette.
Una formazione con qualche veterano, ma anche con molti giovani. Certo, non sarà stata la Nazionale dei mitici anni ‘80 con tutti i nomi di spicco della nostra epoca d’oro, ma il suo poteva comunque dirlo, specialmente in una manifestazione che era si aperta ai professionisti, ma che rimaneva ancora una cosa ben lontana dal rappresentare pienamente il livello dei vari movimenti.
La nostra squadra comunque aveva sicuramente nel lineup il suo punto forte, basti guardare i dati di massima che ho postato sopra, mentre qualche preoccupazione in più poteva darla il monte, dove spiccava ancora come “asso” della rotazione il 37enne Cabalisti.
Il girone A ci vede contro i mostri sacri cubani, Giappone, Repubblica Dominicana, Panama, Cina, Spagna e Sud Africa. Il sogno sarebbe il 4° posto, che permetterebbe di andarsi a giocare i quarti, dando per scontate le sconfitte con Cuba, Giappone e Repubblica Dominicana e dovendo vincere assolutamente con Cina, Spagna e Sud Africa, sulla carta il vero match spartiacque è la partita con Panama. Il campo poi dirà la sua, questo il pronostico “standard” ad inizio torneo.
Nel girone B invece si vede darsi battaglia Australia, Nicaragua, Korea, America, Olanda, Canada, Cina Taipei e Russia. Questo girone si giocherà tutto in Sicilia, tra Messina e Palermo, che ha appena inaugurato il suo stadio pagato fior di miliardi del vecchio conio, ma anche altre località hanno colto la palla al balzo per rifarsi il look. Ad esempio Grosseto ammodernò lo Jannella, ma tutte le 11 località toccate dal Mondiale hanno avuto investimenti importanti dalle amministrazioni pubbliche.
Il 21 Luglio 1998 prende il via la Coppa del Mondo, apriamo le danze ovviamente noi, contro la Cina...
