E' l'ITA che traccia il solco, ma è la tassa gara che lo difende

Ave villici!

Settimana intensissima: non c’è da perdere tempo, quindi volgiamo immediatamente la prua verso le acque territoriali di Cialtronia per ammirare il consueto show settimanale.

Lunedì pomeriggio il Regio Sito pubblica, con comodo, il resoconto del CF di Sabato. La notizia nella notizia è che nell’articolo manca completamente qualsiasi accenno alla nascita del nuovissimo animalino nella giungla baseballistica italiana, ovvero l’ITA (il giocatore con cittadinanza italiana, non necessariamente ma anche colui che viene volgarmente detto “oriundo”). Prima osservazione: curiosa questa tendenza a cancellare, rimuovere ed omettere, no? Ma che modo di comunicare è? Facciamo finta che la serata di gala di Senago non ci sia mai stata cancellando l'articolo, mentre l'ITA? "Mai coverto!"

Andiamo nel merito, per il poco che mi permettono le mie stringate facoltà mentali, ma visto che nessuno ne ha scritto un rigo – il che mi pare incredibile - ci provo: il nuovo nato è equiparato in tutto e per tutto all’AFI (Atleta di Formazione Italiana) propriamente detto, anche in termini di obblighi a lineup, solo per lorsignori della Serie A Gold. Un notevole passo avanti per il basegoal italiano: dopo la prima tranche vista nel 2025, dove erano equiparati solo i pitcher passaportati “per evitare traumi” alle società, finalmente la norma si estende anche ai position player: non c’è spazio per odiosi razzismi in quel di Cialtronia, ove siam tutti fratelli, abbracciati forte forte e con lo sguardo fieramente rivolto al burrone.

In sintesi la norma annienta qualsiasi residuo vincolo: già si possono immaginare lineup con 4 oriundi (pardon, ITA), 5 NON-AFI e partente oriundo (ripardon, ITA). Chissà con che gioia sarà stata accolta la notizia tra qualche dirigenza di A Gold. Basta, finalmente, con questi lacciuoli che tarpano le ali al basegoal tricolore: vedrete che spettacolo, nel 2026! E in bocca al lupo ai giovani virgulti che magari, sbattagliando e con mille patemi, riuscivano a ritagliarsi uno spazio in A1. Al solito: contenti voi, contenti tutti.


Si si, lo so che i meno smemorati di voi si ricorderanno le furiose polemiche intercorse su community Facebook (tanto ciarliere allora quanto avvolte da un assordante silenzio adesso: eppure la norma è la stessa) in occasione del tentativo, a mio avviso fortunatamente fallito, di promulgare la stessa identica normativa da parte del precedente CF a fine 2024, in previsione del campionato 2025. Si arrivò perfino a leggere un intervento dell’attuale VP che chiamava in causa il Rappresentante degli Atleti. Altri tempi, lontanissimi, altre reazioni.


Il livello del campionato 2026 sarà sicuramente entusiasmante, finalmente avremo in campo il meglio del meglio, gli spalti saranno presi d’assalto da orde di spettatori famelici, i nostri giovani potranno apprendere tantissimo, a sedere in panca, da qualche bello scarto di NCAA - ma con magari qualche remoto avo dell'Agropontino- e l’attenzione dei media (e degli sponsor) sarà spasmodica: questa riforma è sicuramente la via più giusta al rilancio del nostro sport e alla tutela dei nostri agonizzanti vivai. Peccato non ci sia stata illustrata in occasione della campagna elettorale.

Il PF non più tardi di 11 mesi fa si esprimeva così, sul tema:

Oltre a questo, dobbiamo rivedere le prerogative della regola AFI, che così com’è ci convince molto poco. Anche perché, se consideriamo AFI giocatori che nascono da un’altra parte e arrivano in Italia a 20 anni e visto che giocano qua hanno la qualifica di AFI, credo questo non possa andar bene. Un giocatore che arriva in Italia a vent’anni dovrebbe considerarsi già formato. La regola andrà rivista, perché se si parla di regola AFI per tutelare il patrimonio delle Nazionali, dove per direttiva di Sport e Salute s’intendono tutti quei giovani che sono stati formati nei vivai senza distinzioni di passaporto, un conto è arrivare qui a 15 anni ad allenarsi per tre anni e poi acquisire uno status di AFI e un altro è arrivare qui a 20 e stare qui fino ai 23 e sei considerato un atleta di formazione italiana. Questa è già una prima considerazione da fare.

Chiaramente, dal mio punto di vista, non nascondo che mi piacerebbe avere un po’ più italiani in campo, bravi, con degli stranieri che siano quelli che erano veramente fino a un po’ di anni fa. Anche le società devono riguardare quelli che sono i budget, i grandi giocatori che tutti ricordiamo oggi non se ne vedono più perché i budget devono essere gestiti con attenzione. 

Io credo che in tutti questi anni abbiamo forse voluto giocare un po’ troppo a fare i general manager, comprare, scambiare giocatori da oltreoceano piuttosto che in Europa, e di questo sono andati a soffrire tutti i nostri giovani.

https://www.oasport.it/2024/11/marco-mazzieri-vuole-cambiare-il-baseball-piu-italiani-in-campo-accademie-regionali-e-serie-a-da-riformare/

Una virata di 180° su un argomento che pareva a lui tanto caro e sul quale ha speso così tante belle parole (sinceramente condivisibli, almeno per me), meno di un anno fa. Il tutto senza un rigo di spiegazione: boh, si vede che va bene così. Poi però non prendetevela se un appassionato, magari attonito dal “ribaltone”, ne dà al buio la lettura che riesce a dargli, nel mio caso questa. Per completezza di informazione la mossa è controbilanciata da un innalzamento di 5 AFI nelle Minors, ma vedete voi se sul punto merita vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.

Ma torniamo a noi: l’articolo, oltre ad illustrare tutte le altre succose novità in pentola per il 2026, rimanda ad un link dove si può leggere nientemeno che una nota a firma del PF in persona. La nota è tutta centrata sull’aumento delle tasse gara. Lo potete leggere QUI

Visto che è il tema del momento, mi ci soffermo un attimo. Primo paragrafo e subito il primo colpo di scena: avevamo letto nel Verbale del 30.05 che il dissesto economico era dato dal buco fatto col Mondiale di Softball e della Regione Lombardia che aveva ridotto l’investimento promesso? Ora invece pare che la causa del dissesto sia dei costi arbitrali che incidono troppo e ci hanno mandato a gambe all’aria, rendendo la situazione insostenibile. 

Il comunicato presidenziale, che nel finale deborda un filino nella retorica, arrivando anche a stabilire chi ami “davvero” il nostro sport (par di capire chi approva la decisione, gli altri no. E comunque lo stabilisce Mazzieri), continua con una precisa disamina dei dati di bilancio. Cito: “dal 31 dicembre 2021 al 31 dicembre 2024 il patrimonio netto federale si è ridotto di circa 1.050.000 euro (per coprire la perdita economica di esercizio 2022 di 682.000 euro e del 2024 di 390.000 euro)…...Continuare ad ignorare una simile situazione sarebbe assolutamente irresponsabile.


Effettivamente ignorare questa situazione sarebbe irresponsabile, va riconosciuto. Per onestà andrebbe riconosciuto anche che non più tardi di un anno fa, c’era chi questa problematica la ignorava bellamente, proponendo di azzerare le tasse gara (come proposto a Firenze) per le partite giovanili. Il tutto di fronte ad un bilancio che, già all’epoca, come ci dice oggi lo stesso Mazzieri, era nel pieno dell’erosione di patrimonio netto. Cito nuovamente: “….è facilmente desumibile dai dati di bilancio che sono ovviamente pubblici e chiunque può trovare sul sito federale.” Domanda: all’epoca della proposta di azzerare le tasse gara giovanili in particolare, o di elaborazione del programma tutto senza dedicare al bilancio nemmeno una parola in un anno, questa erosione non fu vista? I bilanci erano pubblici anche allora, chiunque poteva trovarli sul sito federale ed erano nozioni facilmente desumibili, allora come oggi. Comunque che si sia scoperta la necessità del rigore di bilancio è una nota positiva e da accogliere positivamente, almeno per quel che riguarda il sottoscritto. 

Meno positivo, ripeto, constatare che in un anno di campagna elettorale Mazzieri – come altri, ad onor del vero - non abbia detto una singola parola su un bilancio che qualche preoccupazione (anche prima di tagli, affitti e tutto quel che non era preventivabile ad Ottobre 2024, che per correttezza non va sottovalutato o omesso nella valutazione) doveva destarla, come ci viene detto oggi, anche dopo una sommaria lettura. Qualche imbecille, mi pare di ricordare, addirittura chiedeva che fosse l’argomento principe della campagna elettorale (potendosi quindi fregiare del bollino di vero amatore del nostro sport, presumo), perdendo definitivamente la fiducia nella proposta del gruppo Conto Pieno una volta sentito, sempre a Firenze, che “non si parla di cifre e di soldi, perché non siamo abituati a vendere sogni”.

Una piccola nota a margine: espressioni tipo “non cerchiamo consensi”, “la Federazione non cerca alibi”, “la sostenibilità non si difende con gli slogan”, “il coraggio delle scelte”, “la Federazione non arretrerà” sono sembrate solo a me un filino eccessive nei toni? Stiamo pur sempre parlando di baseball, pare di leggere l’Istituto Luce sulla conquista di Fiume.


Peraltro il comunicato noto che è stato accolto con favore dalla classe arbitrale, un nuovo trionfo su tutta la linea. Però, sarà che sono limitato, ma trovo delle difficoltà a capire la levata di scudi della classe arbitrale (limitata, a quanto ho capito, dall’impossibilità per i Blue di intervenire sui social…..mah!): non so se ci sia qualcosa di non detto tra le righe o qualche scoria pregressa, ma onestamente non mi pare che il tono del comunicato sia riassumibile con un attacco frontale alla classe arbitrale per le loro esose richieste, altrimenti ci sarebbe stato un taglio di tali voci, immagino. Io ci leggo solo che il costo dei rimborsi arbitrali (un costo annuale che si ripete, quindi da coprire in maniera stabile e ricorrente, non essendo una spesa una tantum) non è coperto a bilancio e pertanto deve essere trovata una maniera per coprirlo. Che non mi pare un’accusa verso la classe arbitrale in sé. 

Però magari mi sfugge qualcosa ed ho una visione distorta della situazione.

Verbale del 25.06.2025, colgo fior da fiore: 

c’è stato un incontro con il Presidente del CONI, Dott. Giovanni Malagò, per chiedere un supporto e un consiglio 


 È stato fatto presente che la Federazione è rientrata nel Club Olimpico ma con il taglio dei contributi, è difficile procedere alla preparazione delle due rappresentative in vista di Los Angeles 2028

Il Dott. Loda fa presente che dal verbale risulta che il Consiglio Federale abbia deliberato il punto relativo al Piano di Rientro. Spiega che, secondo il Collegio dei Revisori dei Conti, il documento non doveva essere approvato formalmente il 30 maggio, ma solo presentato al Consiglio Federale che ne doveva prendere atto, per essere poi sottoposto all’attenzione dell’autorità di vigilanza del CONI, affinché venisse accettato il Piano della durata di quattro anni, a partire dal 2026. Quindi si tratterebbe sempre di una proposta. Il Dott. Loda sottolinea che non c’è stata alcuna formale approvazione da parte del Consiglio Federale, pertanto, chiede di verificare dalla registrazione della riunione, considerando che non è stata rilasciata alcuna relazione al Bilancio 2024, al Piano di Rientro e alla variazione al Bilancio di Previsione 2025, ritenendo questi documenti obbligatori per la formale approvazione. Il Presidente risponde al Dott. Loda che si procederà alla verifica del punto ma sottolinea che senza la delibera del Piano di Rientro da parte del Consiglio Federale, non sarebbe stato possibile procedere con la richiesta al CONI.

con alcune economie su determinate voci e un incremento dei ricavi da tasse gara, nel 2028 si potrà avere il ripristino di un minimo patrimonio netto così come previsto dal CONI.

Dott. Loda sottolinea, inoltre, che, a beneficio dei Consiglieri Federali, deve essere rivendicata una maggiore attenzione da parte degli uffici federali che riguarda l’invio di documentazione importante nell’immediatezza della riunione del Consiglio. Interviene il Dott. Ciccioriccio, il quale concorda con quanto affermato dal Dott. Loda e sottolinea il fatto che vengono inviati documenti importanti poco prima dell’inizio della riunione del Consiglio.


 Interviene il Dott. Morlino, il quale concorda con quanto affermato dai colleghi, relativamente ai tempi di presentazione della documentazione da discutere.

Interviene il Segretario, il quale precisa che tutta la documentazione è arrivata a ridosso del Consiglio Federale perché sono succedute tutta la serie di riunioni con il CONI, con la Società di Revisione e con gli stessi Revisori dei Conti, che hanno portato a diverse integrazioni e aggiornamenti da apportare su schemi e documenti. Dispiace quindi sentir dire che è arrivata in ritardo. Si è cercato di lavorare il più dettagliatamente possibile. Aggiunge, inoltre, che la Società di Revisione ha sempre inviato la propria relazione il giorno stesso delle riunioni del Consiglio Federale.

Interviene il Consigliere Finetti, il quale comunica di aver fatto un approfondimento in merito al costo degli ufficiali di gara nel 2024. Afferma che occorre verificare alcune voci relative ai costi di viaggio degli stessi. Il Presidente chiede al Consigliere Finetti di affrontare la discussione in un altro momento. Il Segretario propone al Consigliere Finetti di prendere contatti con il Presidente del CNA per avere maggiori delucidazioni sulla scelta degli arbitri nelle varie partite. 

Interviene Fabio Mogini, il quale afferma che il discorso viene incentrato sugli uffici federali che lavorano al meglio da molti anni e nessuno si è mai lamentato dell’operatività degli stessi…...Aggiunge che le persone non sono inadeguate, affermare queste cose è una mancanza di rispetto. Afferma poi che le tasse gara non bastano per coprire i costi arbitrali, e vanno raddoppiate, altrimenti la Federazione ogni anno parte con ca. euro 300.000,00 in meno. Il dipendente Fabio Mogini esce dalla riunione.

Il Presidente afferma che la considerazione da fare è che la Federazione, negli ultimi tre anni, ha esaurito un patrimonio netto di più di un milione di euro…..Afferma che, se non si procede all’approvazione del Bilancio la Federazione potrebbe essere commissariata.

Omissis

Omissis

Omissis

Il Presidente comunica ai Consiglieri Federali che il discorso delle Accademie Regionali dipende dal Budget che si avrà dopo l’approvazione del Piano di Rientro. Ricorda che negli ultimi quattro anni il costo delle Accademie Regionali è stato di circa euro 200.000,00 l’anno, pertanto, occorre pensare ad un cambiamento tenuto conto che non si potrà più contare sulla disponibilità di queste risorse. 

Il Segretario interviene dicendo che i costi delle Accademie Regionali non sono inseriti nel Piano di Rientro, per cui ogni diversa decisione comporta un aggiornamento del Piano di Rientro.

Il Presidente afferma che nelle Accademie non ci sono i migliori talenti di ogni Regione, né tantomeno i migliori tecnici, considerati poi i risultati ottenuti, è il momento di pensare ad un’alternativa. 

Il Consigliere Finetti chiede di riprendere la discussione sul budget del CNA. Il Segretario propone di confrontarsi prima con il Presidente del CNA. 

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