Come è dura l'avventura

Una settimana scintillante

Ave villici!

Si è conclusa un’altra settimana nel Regno di Cialtronia, vediamo di tirare fuori il consueto recap settimanale senza perdersi in tanti convenevoli.

La settimana si è aperta con la furente polemica per le sedi delle partite degli avvincenti ottavi del Campionato. La discussione ha tenuto banco per 2-3 giorni ed onestamente ho difficoltà ad esprimermi in merito. Provo a spiegarmi meglio: se le polemiche per i 3 visti delle formazioni del Girone Gold SuperMan Luxury Privilege Experience contro il singolo visto delle formazioni del Gironde dei Poveri sono sacrosante, dato che non permettono di giocare ad armi pari, va anche segnalato che sarebbe stato carino il problema fosse stato sollevato prima, puntando il dito contro la disparità di trattamento e non nei giorni precedenti le partite. Perchè così, almeno ai miei occhi suona più come la lamentela di chi si è trovato con il culo bruciato invece che una critica sistemica (ma altresì produttiva, di quelle che ci piacciono tanto) fatta a monte, appunto per segnalare la stortura in sè e non per mero piagnisteo perché così è un gioco impari.

Sacrosante, invece, le polemiche inerenti le sedi delle partite: sinceramente, tutto preso come sono stato dalla nuova magia di Pogacar al Tour, non ho seguito molto. Anche qui va detto che se la regola era quella, nero su bianco, c’era poco da fare, magari era il caso di sollevare prima il problema, fosse solo per rendersi conto di che campionato sgangherato è stato messo in piedi, dove tutte le big vanno ai playoff anche se ne hanno vinte 3 o 6 su 28, giocano con 3 visti contro 1 in una serie al meglio delle 3 e in casa. Oltre agli immancabili etc etc….

Questo non toglie che, almeno nel caso del Milano, apprendere che la richiesta di inversione di campo sia stata rifiutata dal San Marino, fa un po’ storcere la bocca: una formazione che non lesina spese per tesserare Tizio e Caio ad ogni ora da oltreoceano fa le bucce per una trasferta a Milano, perché tanto il motivo presumo sia quello. Non che giocare a Milano/Rho/Senago/Bollate (non ho ben capito quale fosse la sede) avesse garantito chissà quale folto pubblico, ma insomma meglio degli spalti vuoti del Serravalle….In ogni caso un bello spot per il nostro movimento, da qualsiasi lato si voglia guardare questa storia minima: un po’ la formula regolamentare del campionato, un po’ la tristezza del giocare ad armi impari, la querelle “giochiamo qui, no giochiamo lì” e gli immancabili spalti vuoti sono nuovi preziosi tasselli nel nostro meraviglioso mosaico. Consoliamoci, è stato l’ultimo anno con la formula voluta da Marcon, almeno dai rumors che si sentono in giro. C’è da augurarsi peraltro che i preparativi e le strategie per la Serie A1 2026 siano più avanti rispetto a quelli delle misere serie B e serie C, dove tutti più o meno brancolano nel buio, seppur con oggi si siano concluse tutte le regular (se non ho capito male).

Torniamo al primo turno dei playoff, su, che è meglio. Le partite, anche più combattute di quel che era lecito attendersi (il che la dice lunga sulla famosa questione del livello, a mio avviso), non hanno portato a nessun colpo di scena: tutte le big sono promosse, unica a cedere una gara è stata Bologna, ma anche il BBC ed il Nettuno hanno sofferto più del previsto per avere la meglio di formazioni di A2. Il quadro dei quarti è quindi quello prospettato dai pronostici, da un lato del tabellone abbiamo Parma-R.Emilia e Macerata-Nettuno, dall’altro Fortitudo-BSC e BBC-San Marino. La sfida più equilibrata sembra essere Macerata-Nettuno (in campionato 3-1 per Macerata ma con sfide palpitanti dai punteggi chiusi ed una sola partita di distacco in campionato), mentre le altre hanno un chiaro favorito. Questo ovviamente sulla carta, a Cialtronia mai dire mai.

Venerdì sera, armato di belle speranze, accendo la TV per gustarmi una delle partite trasmesse, battezzo BSC-Ronchi ma la sfida è senza commento, la casso subito perché a tutto ci deve essere un limite, opto quindi per Modena-Nettuno e, sorpresona, vedo sul monte Cipriano Ventura. Era vecchio quando ero piccino, per scrupolo guardo quanti anni abbia e scopro che è un classe 1965, 60 anni tondi tondi. Rimango di stucco, poi sento che i commentatori che recriminano contro un destino porco e bastardo che dopo solo pochi lanci li ha privati del loro pitcher partente, chiamando il buon Cipriano (peraltro uno dei migliori pitcher stranieri che abbia visto in Italia, sia chiaro, ma l’ho visto la prima volta lanciare nel 1998….) ad un inaspettato rilievo e per di più a freddo. Guardo atterrito 2-3 inning di lavoro di Ventura, che nonostante tutto tiene a 0 il lineup della quarta forza di A1, ma ben presto capisco che non ha alcun senso seguire la partita come una sfida agonistica. Si sublima velocemente in una beata atarassia e ci si gode lo spettacolo senza pretesa alcuna, ma dopo pochi minuti mi rendo conto che, davvero, a tutto debba esserci un limite e stacco, dedicandomi ad altro. Confesso che, curioso come una portinaia, a partita finita controllo il box-score e vedo come il buon Cipriano abbia fatto un rilievo da 6.1, concedendo un solo punto guadagnato, ambedue dati che la dicono lunga sul tutto. Semplicemente incredibile. E stiamo parlando di playoff scudetto, pensa te….

Nondimeno non abbiate paura che la scuola italiana rinasce, sono infatti uscite le convocazioni per l’Europeo U23, il primo vero impegno per Cervelli. Evito di tornare sopra le convocazioni dei famosi oriundi nelle nazionali giovanili: il punto delle critiche a questa politica, almeno dal mio personale punto di vista, non sono certo inerenti la nazionalità degli atleti. Non mi permetterei mai, uno perché è una polemica cretina, due perché è un’accusa che non accetto visto che il mio figliolo è tecnicamente un oriundo, quindi potete immaginare quanto il punto possa essere la nazionalità dei ragazzi. Come se poi qualcuno contestasse il loro diritto ad avere un passaporto e reclamare diritti civici, politici, sociali e quel che si vuole: il problema mica è quello. Mi sembra incredibile che dopo 50 anni ancora si debba perdere tempo a parlare di questa roba, ma vedo che più di un utente social ha insistito su questo punto e quindi ci torno sopra per l’ennesima volta, sperando sia l’ultima.

Quei ragazzi hanno tutto il diritto di essere considerati italiani al 100%, ci mancherebbe altro. Il punto è che affidandosi alle loro prestazioni sportive (nel club e a maggior ragione nella nazionale, per di più giovanile) si sottraggono le già scarse risorse che si hanno a disposizione per comprare i servizi di un professionista che nulla ha di “nostro”, inteso come corso di formazione sportiva. Se i club sono così irresponsabili da tesserare 15 stranieri all’anno per puntare all’alto livello per poi ritrovarsi spalti vuoti e non essere cacati da nessuno facciano pure, hanno tutto il diritto di spendere come meglio credono i soldi che riescono a racimolare, anche a costo di non dotarsi di infrastrutture minime di base (una radar gun? Un tunnel di battuta? Un sito minimamente funzionale? Un corso per i propri tecnici? Vedete voi, quel che volete del tanto che ci manca).

In nazionale il discorso cambia, almeno a mio avviso. Specialmente se si parla di una Nazionale giovanile, dove l’unico risultato della convocazione di 4-5-6 (quanti sono, ormai è inutile anche starci dietro, tale è il disastro) è mortificare 4-5-6 ragazzi tra i migliori 20 che abbiamo, costretti a veder partire per l’Europeo l’ultimo dei paisà, magari arrivato dal nulla ad Aprile, dopo aver sognato l’appuntamento probabilmente per 2 anni. Però anche qui, come al solito, ragazzuoli: contenti voi, contenti tutti. Quanto alla Federazione, sul tema, non so cosa la spinga a persistere su una linea che si è rivelata fallimentare su tutti i fronti: servono punti per difendere la seconda posizione del ranking continentale, come ho letto scritto da qualcuno? Ma seriamente? Come se oltretutto bastasse mettere un piede sulla porta per evitare uno sfondamento, viste le continue sconfitte nei confronti di Cekia (non ultima la finale U18 di softball, pur pare con diverse attenuanti) e Germania. Boh, davvero non riesco a spiegarmi questa politica ultradecennale che punta più ai presunti risultati (che manco arrivano più, per giunta) che alla formazione del nostro vivaio interno, ma evidentemente da mero spettatore avrò una visione parziale della cosa. Certo che insistere per 50 anni sulla stessa strada, nonostante il fallimento palese e sotto gli occhi di tutti non mi pare una gran genialata, ma tant’è.

Polemiche sulla composizione della spedizione azzurra non solo sugli oriundi, ma anche sullo staff: partono in 12 per il Campionato Europeo. Tanti? Troppi? Non lo so, a naso mi sembra di si, ma mi pare una notizia di contorno, sinceramente. Certo, mal si concilia con la carenza di fondi sbandierata da mesi, ma di questo ne parliamo meglio dopo.

Rinuncia del Paternò alla Poule Salvezza della Serie A, un evergreen. Vedremo come ci si regolerà dopo aver creato il precedente con la Catalana questo inverno subito post-elezioni. Si ripartirà dalla C, tireremo un salvagente “per non arrestare il progetto di crescita”, come ci fu detto? Chissà, non rimane che aspettare e provare a ricordarsene a tempo debito.

Tra i documenti resi consultabili anche a noi popolo basso, da questa settimana ci sono anche quelli inerenti il bilancio: so che è un tema che non vi appassiona, ma personalmente trovo che sia un aspetto non secondario della gestione sportiva, pertanto, seppur ridotta all’osso, vi tocca anche questa. Dopo mesi a parlarne sottotraccia, a mezze dichiarazioni e frasi buttate là nei verbali dei CF e nelle interviste, si è messo nero su bianco un risultato negativo nell’Esercizio 2024 di circa 400.000 euro che porta ad avere un deficit patrimoniale di circa 50.000. Una roba mica da ridere, tanto da aver costretto la FIBS ad aver avviato un Piano di Rientro col CONI. Piano di Rientro che verterà su pochi punti fermi e tanti auspici: aumento delle tasse gara, aumento dei costi di tesseramento e la viva speranza di raccattare qualche soldino dal WBC (ricordando che il 50% del premio va agli atleti). I rischi sono scelte impopolari e la possibile mattanza tra quelle società già con l’acqua alla gola, che non si sa quanto potranno gradire un aumento dei costi vivi. Chi vivrà vedrà, saranno anni interessanti, di sicuro.

Ultime news dal recente CF: la più succulenta mi pare l’arruolamento alla causa del Team Italy di Allard Baird, dirigente ad alto livello (lui si) per anni tra Mets, Red Sox, Royals e Arizona.

Bene, per oggi è tutto: animo che il bello ha da venire.

©Copyright. Tutti i diritti riservati.

Abbiamo bisogno del vostro consenso per caricare le traduzioni

Per tradurre i contenuti del sito web utilizziamo un servizio di terze parti che potrebbe raccogliere dati sulla vostra attività. Si prega di rivedere i dettagli nell'informativa sulla privacy e accettare il servizio per vedere le traduzioni.