Caro amico ti ri-scrivo
Riceviamo e pubblichiamo
Care Società,
vi scrivo non per fare polemica, ma per coscienza.
Perché di fronte a ciò che sta accadendo non possiamo più restare in silenzio.
Da giorni si rincorrono voci sempre più insistenti su un aumento delle tasse gara, e forse anche di altre voci economiche. Non è ancora ufficiale, ma se davvero venisse confermato, sarebbe la prova di quanto questa governance federale sia ormai lontana dalla realtà che vivono le società.
Chi gestisce oggi la Federazione sembra non rendersi conto di cosa significhi tenere in piedi un’Associazione Sportiva Dilettantistica: fare i conti con i costi crescenti, con la burocrazia, con l’energia, con i campi da mantenere, con i viaggi da pagare e con le famiglie che faticano sempre di più a sostenere l’attività dei propri figli.
Ogni euro in più di tasse gara, ogni voce aggiuntiva, non è un dettaglio contabile: è un colpo diretto alla sostenibilità di chi lavora ogni giorno per garantire che bambini, ragazzi e ragazze possano continuare a giocare.
Dietro ogni squadra ci sono dirigenti e volontari che fanno i salti mortali per non far mancare nulla agli atleti, spesso rinunciando al proprio tempo e alle proprie risorse.
E allora la domanda è semplice: ha davvero senso aumentare i costi in un momento in cui la base è in difficoltà? Le tasse gara erano ferme dal 2020, sapevamo che il Coni avrebbe richiesto un adeguamento, ma se davvero fossero confermati aumenti oltre il 50% per alcune categorie sarebbe inaccettabile.
Pensiamo, per esempio, alla Serie B Softball, che di fatto è diventata una categoria giovanile. Parliamo di squadre composte quasi interamente da Under 15 e Under 18, dove l’obiettivo non è certo vincere un campionato, ma far crescere ragazze, farle giocare, mantenerle nel movimento. Aumentare le tasse gara in questo contesto significherebbe mettere in ginocchio le società che, con fatica e passione, tengono viva l’attività giovanile femminile. Sarebbe una scelta miope, ingiusta e profondamente dannosa.
Chi siede oggi in Consiglio Federale dovrebbe ricordare che è lì perché le società lo hanno eletto. Non per esercitare potere, ma per rappresentarle, ascoltarle e sostenerle, non per affondarle. Il compito di una Federazione non è complicare la vita a chi lavora alla base, ma creare le condizioni perché quel lavoro possa crescere, consolidarsi, e dare futuro al movimento.
Sono i campi di provincia, gli impianti comunali, le palestre scolastiche, i luoghi dove ogni giorno dirigenti e tecnici si rimboccano le maniche per far giocare i ragazzi, spesso con mezzi limitati ma con una passione sconfinata.
Serve una riflessione seria. Serve che la Federazione cerchi risorse, progetti mirati e soluzioni concrete, invece di scaricare i costi sulla base. Sono trascorsi 12 mesi, vi invito a leggere i verbali per comprendere una mancanza di programmazione, di poco studio approfondito delle situazioni contabili e conseguenti scelte azzardate, di mancanza di lungimiranza e visione. In ogni riunione non possiamo ascoltare la giustificazione di un "buco" lasciato dal passato, semplicemente non è la verità.
Nessuno di noi può dimenticare che la precedente governance ha risanato una importante cospicua perdita di un milione ed è stata in grado di aiutare le società in tempi di Covid. Questo CF tutto, compreso il Presidente, deve smettere di cercare alibi e giustificazioni contabili. Serve buon senso, ascolto e rispetto, conoscenza e una programmazione. Altrimenti noi moriremo a breve.
Noi, le società, siamo la Federazione.
E se restiamo zitti, diventiamo complici di decisioni che non ci rappresentano.
È il momento di parlarci, di confrontarci, di far sentire la nostra voce.
Non per distruggere, ma per ricostruire un senso di appartenenza e di equilibrio che sembra essersi perso.
Una Federazione esiste perché esistono le società e i loro tesserati.
E se chi la guida l’ha dimenticato, è nostro dovere ricordarglielo.
Con determinazione e spirito di squadra, aspetto le vostre risposte e la Vostra disponibilità. Grazie!
Simona Nava
